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Possiamo contattare lo studio per una call conoscitiva?
Certamente, potete contattarci telefonicamente o via mail per fissare una call o video call conoscitiva gratuita.
Tale call è meramente conoscitiva, e nel corso della stessa non verrà effettuata una consulenza. Il costo della consulenza verrà esposto nel corso della call o in una separata mail.
Come posso rimanere aggiornato sull’andamento della mia pratica di recupero crediti?
Lo Studio invia periodicamente mail di aggiornamento in ordine a ciascuna pratica di recupero crediti e organizza video call periodiche di aggiornamento.
In ogni caso potete sempre contattarci telefonicamente o via mail per avere ulteriori chiarimenti e notizie circa la vostra pratica di recupero crediti.
In che cosa consiste la consulenza preventiva?
È una consulenza legale finalizzata ad evitare o limitare il sorgere di crediti insoluti. Essa consiste in:
Quali creditori assistete?
Assistiamo imprese, individuali e collettive (cioè imprese individuali e società) e liberi professionisti. Non assistiamo persone fisiche.
Assistite anche un debitore?
No, assistiamo solo creditori.
Perché è importante per un’impresa utilizzare un contratto valido ed efficace per recuperare i crediti?
Il contratto è la base dell’attività di un’impresa e il presupposto per ottenere il recupero dei crediti. Utilizzando un contratto scritto, valido ed efficace, l’impresa è in grado di limitare il sorgere di insoluti sui crediti e di recuperare i crediti in modo molto più rapido ed efficace, evitando contestazioni ed eccezioni pretestuose dei debitori.
Una semplice fattura non è un contratto, ma un documento avente valore solo fiscale. È possibile ottenere un decreto ingiuntivo anche solo con una fattura, ma in assenza di un valido contratto il creditore si espone a contestazioni da parte del debitore, e può anche non recuperare il credito.
Come è possibile recuperare i crediti in modo efficiente?
Per recuperare i crediti in modo efficiente, un’impresa deve:
Cos’è l’attività stragiudiziale di recupero crediti?
L’attività stragiudiziale di recupero crediti consiste nel tentativo di recuperare il credito senza iniziare un vero e proprio contenzioso, così riducendo i tempi e limitando i costi per il Cliente.
Lo studio invia una prima lettera di intimazione di pagamento, via PEC o raccomandata a/r, cui possono seguire ulteriori lettere in esito alla eventuale risposta del debitore o del suo legale.
A ciò può seguire il pagamento spontaneo del credito da parte del debitore o il raggiungimento di un accordo rateale o a saldo e stralcio con il debitore, previa autorizzazione del Cliente.
Cos’è la intimazione di pagamento e messa in mora?
Si tratta di una lettera, inviata a mezzo raccomandata a/r o via PEC, con cui il nostro studio, in nome e per conto del Cliente, chiede formalmente al debitore di adempiere all’obbligo di pagamento del credito entro un certo termine (normalmente 7 giorni), avvisandolo che, in caso di mancato pagamento entro il termine indicato, inizierà l’azioni legale di recupero del credito.
Cos’è la transazione?
L’accordo transattivo (o transazione) è un contratto con il quale le parti risolvono una controversia in corso, o ne prevengono una futura, facendosi reciproche concessioni. Per quanto riguarda le situazioni debitorie, generalmente con l’accordo transattivo viene concluso quando il debitore abbia avanzato contestazioni (fondate) circa l’esistenza o l’esigibilità del credito. In tal caso, le parti concordano che il debitore provvederà al pagamento di un determinato importo al creditore, inferiore rispetto a quello inizialmente richiesto, rinunziando ad ogni contestazione in sede giudiziaria.
Cos’è il pagamento rateale?
È l’accordo con cui il debitore si impegna a pagare un debito scaduto, anziché in un’unica soluzione, in modo frazionato nel tempo, secondo un piano rateale prestabilito. Generalmente in tale accordo si prevede che in caso di mancato pagamento di una rata, il creditore avrà diritto ad chiedere immediatamente il pagamento dell’intero credito residuo.
Cos’è l’accordo di saldo e stralcio?
È l’accordo con il quale il debitore si impegna a corrispondere al creditore una somma inferiore rispetto a quanto inizialmente dovuto, stralciando, ’appunto, una parte dell’importo del credito. Così facendo, il debitore riesce a saldare il proprio debito e il creditore riesce a recuperare la somma dovuta entro termini certi, senza dover ricorrere a procedure esecutive. Il saldo e stralcio si differenzia dal pagamento rateale perché, generalmente, il pagamento avviene in un’unica soluzione.
Quali documenti servono per il recupero del credito?
Per procedere al recupero del credito sono necessari i seguenti documenti:
Quanto tempo occorre per recuperare un credito?
Non vi sono tempi prestabiliti per il recupero del credito. Talvolta, il credito può essere recuperato in tempi brevi. Altre volte, occorrono tempi più lunghi. In alcuni casi, un credito può non essere recuperato.
Generalmente, quando il credito è recuperato a seguito di attività stragiudiziale, i tempi per il recupero sono brevi (qualche settimana o pochi mesi al massimo). Nel caso di attività giudiziale, il tempo necessario è generalmente più lungo e varia in rapporto ai tempi occorrenti per l’emissione di un decreto ingiuntivo, dal fatto che il decreto ingiuntivo sia o meno immediatamente esecutivo, dal fatto che il decreto ingiuntivo venga opposto, dalla necessità o meno di procedere in via esecutiva e dalla tipologia di procedura esecutiva che viene promossa.
È possibile chiedere gli interessi in caso di ritardato pagamento del credito, e qual è il tasso di interesse?
Certamente. In caso di ritardo nel pagamento di un credito rispetto alla scadenza concordata o fissata per legge, il debitore è tenuto al pagamento degli interessi di mora, legali o convenzionali.
Qualora le parti non abbiano previsto nel contratto un determinato tasso di interessi di mora, si applica il tasso legale, che è costituito:
Cos’è l’analisi di solvibilità del debitore?
È un’analisi della situazione patrimoniale del debitore, che ha lo scopo di accertare se il debitore possiede beni aggredibili con pignoramento (mobiliare, immobiliare o presso terzi).
Attraverso tale analisi, il creditore è in grado di accertare se il proprio credito è recuperabile in tutto o in parte, verificando se in capo al debitore vi sono sufficienti beni o crediti che possono essere pignorati.
L’analisi di solvibilità viene generalmente effettuata da un’agenzia investigativa, coordinata dal legale del creditore.
Cos’è l’attività giudiziale di recupero crediti?
L’attività giudiziale di recupero crediti consiste nel recupero del credito attraverso il ricorso all’autorità giudiziaria.
Generalmente, ciò avviene attraverso il deposito di un ricorso per decreto ingiuntivo presso l’Autorità giudiziaria competente per valore (Giudice di Pace o Tribunale) e territorio (o stabilita contrattualmente dalle parti).
Qualora il debito non venga adempiuto dopo l’emissione del decreto ingiuntivo, l’attività giudiziale prosegue con la procedura esecutiva, cioè il pignoramento (mobiliare, immobiliare o presso terzi).
Cos’è un decreto ingiuntivo e come si ottiene?
Il decreto ingiuntivo è un atto giudiziario con il quale il Giudice, su richiesta del creditore, ingiunge al debitore il pagamento di una somma di denaro. Tale ordine viene emesso a seguito di un ricorso depositato dal legale del creditore, corredato degli idonei documenti giustificativi del credito.
Per ottenere un decreto ingiuntivo occorre una prova scritta del credito. Questa può essere costituita anche da una fattura.
Il decreto ingiuntivo, una volta esecutivo, costituisce titolo esecutivo e consente di procedere in via esecutiva nei confronti del debitore per il recupero del credito (cioè di pignorare i beni del debitore).
Cos’è l’opposizione a decreto ingiuntivo?
È l’atto con il quale il debitore contesta il credito, iniziando una causa davanti al Giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo per chiedere che venga dichiarata l’inesistenza o l’inesigibilità del credito, in tutto o in parte. L’opposizione deve essere notificata dal debitore entro 40 giorni dal giorno in cui è stato notificato il decreto ingiuntivo. A seguito dell’opposizione a decreto ingiuntivo, inizia una causa che può avere una durata anche lunga.
Quando un decreto ingiuntivo è esecutivo?
Un decreto ingiuntivo è esecutivo (cioè costituisce un titolo esecutivo in base al quale può essere iniziata una procedura esecutiva per il recupero del credito) quando:
viene emesso già immediatamente esecutivo (il che accade in alcuni casi, ad es. quando vi è stata una dichiarazione confessoria del debitore circa l’esistenza del credito);
non viene fatta opposizione da parte del debitore entro 40 giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo;
viene dichiarato esecutivo dal Giudice nel corso della causa di opposizione a decreto ingiuntivo (l che accade quando il creditore non offre una prova scritta o offre una prova di lunga soluzione).
Cos’è il precetto?
L’atto di precetto è l’atto con cui il creditore intima al debitore di pagare, sulla base di un titolo esecutivo già ottenuto (ad es. (decreto ingiuntivo esecutivo), prima di procedere al pignoramento.
Il creditore deve notificare al debitore un atto di precetto prima di promuovere una procedura esecutiva. Dalla notifica del precetto, il debitore ha 10 giorni di tempo per effettuare il pagamento. Decorso tale termine, può essere effettuato il pignoramento.
Cos’è il pignoramento presso terzi?
Il pignoramento presso terzi è una procedura esecutiva che riguarda i beni del debitore che non sono in suo diretto possesso. Generalmente, il pignoramento presso terzi ha ad oggetto crediti che il debitore vanta nei confronti di terzi, come ad esempio una banca.
Il pignoramento presso terzi consiste in un atto che viene notificato dal legale del creditore al terzo e al debitore. Per effetto della notifica di tale atto, il terzo deve inviare al creditore entro 10 giorni una dichiarazione attestante se è debitore o meno nei confronti del debitore. Se la dichiarazione del terzo è positiva, il terzo non può adempiere al pagamento in favore del debitore ed ha l’obbligo di custodire i beni pignorati, fino a che il Giudice dell’Esecuzione non gli ordinerà di effettuare il pagamento in favore del creditore, attraverso l’ordinanza di assegnazione delle somme pignorate.
Cos’è il pignoramento immobiliare?
Il pignoramento immobiliare è una procedura esecutiva avente per oggetto un immobile di proprietà del debitore.
Si tratta di una procedura articolata, complessa e costosa, che inizia con la notifica di un atto di pignoramento da parte del legale del creditore, che viene trascritto presso la Conservatoria RR. II.
Nella procedura intervengono diverse figure professionali ad ausilio del Giudice dell’Esecuzione, tra cui il Custode Giudiziario, il Delegato alla vendita, il Perito stimatore del bene e, a seconda dei Tribunali, l’esperto contabile.
Al termine della procedura, l’immobile pignorato viene venduto all’sta e il ricavato viene assegnato al creditore ed eventualmente anche agli altri creditori intervenuti nell’esecuzione.
La durata dell’iter processuale sommariamente descritto varia in base alla natura dell’immobile da vendere, al mercato immobiliare del posto, e dalle consuetudini del Tribunale competente.
Cos’è il pignoramento mobiliare?
Il pignoramento mobiliare è una procedura esecutiva avente per oggetto un bene mobile di proprietà del debitore, e dallo stesso detenuto presso la propria residenza o domicilio.
Si tratta di una procedura relativamente semplice, veloce e non costosa, che inizia con la richiesta di pignoramento da parte del legale del creditore. Successivamente, un Ufficiale Giudiziario fa accesso presso la residenza o domicilio del debitore e sottopone a pignoramento i beni mobili che è in grado di rintracciare, e che verranno poi asportati e venduti all’asta o assegnati al creditore.
Si tratta tuttavia di una procedura esecutiva che spesso non è sufficiente per recuperare un credito, soprattutto qualora sia di valore relativamente elevato.
Posso recuperare un credito in tutta Italia?
Certamente, la nostra attività si estende a tutte le regioni italiane, anche grazie a una rete di professionisti che collaborano con il nostro studio in tutto il territorio nazionale. Questo consente ai nostri Clienti di recuperare i loro crediti nei confronti di un debitore ubicato in qualunque regione italiana, avendo quale unico referente il nostro Studio.
Posso recuperare un credito all’estero?
Sì. Il nostro studio vanta una rete di professionisti che operano nei principali paesi del mondo, sia UE che extra UE. Questo consente ai nostri Clienti di recuperare i loro crediti nei confronti di un debitore ubicato all’estero, avendo quale unico referente il nostro Studio.
È possibile recuperare un credito nei confronti della Pubblica Amministrazione?
Sì, ma la P.A. usufruisce di norme speciali, che rendono più complesso e difficile pe il creditore recuperare un credito.
È opportuno per un’impresa valutare alternative al recupero del credito nei confronti della P.A. in sede contenziosa, ovvero il factoring e la certificazione del credito.
È possibile recuperare le spese sostenute per l’attività di recupero del credito?
In linea generale, per legge il debitore è tenuto a rimborsare al creditore le spese legali che questi ha sostenuto per recuperare il credito, sia in fase stragiudiziale che in fase giudiziale.
Non sempre, tuttavia, è possibile concretamente per il creditore recuperare le spese legali, in tutto o in parte. Ciò dipende dalla situazione del debitore nel singolo caso, dagli accorsi con il creditore e dalla presenza di beni pignorabili.
Quali sono i costi per recuperare un credito?
I costi per l’attività di recupero crediti non sono fissi, ma variano in base al valore del credito da recuperare, ai titoli giustificativi del credito e alla durata e complessità delle attività necessarie per il recupero del credito.
Prima di procedere al recupero sottoponiamo sempre al Cliente un preventivo scritto chiaro e analitico, redatto ad hoc per lo specifico credito da recuperare, nel quale sono descritti tutti i costi.
È possibile per il creditore pagare i costi legali per il recupero del credito in percentuale?
La legge professionale forense non consente a un avvocato di concordare con il Cliente onorari in percentuale su quanto verrà ricavato dal recupero del credito, in quanto vieta i c.d. patti di quota lite.
È tuttavia possibile concordare che una parte dell’onorario, a titolo di compenso aggiuntivo, sia corrisposto all’avvocato in caso di esito positivo dell’attività di recupero del credito, anche in forma percentuale.
Quando un credito non può essere recuperato?
Un credito non può essere recuperato se il creditore non riesce ad ottenere un valido titolo esecutivo, o se il debitore non possiede beni pignorabili, e se il valore di tali beni non è sufficiente.
In questi casi, è possibile iniziare una procedura concorsuale, qualora ve ne siano i presupposti, o mettere il credito in perdita fiscalmente.