Una eventualità relativamente frequente è quella che il debitore, ricevuto il sollecito del legale (o prima ancora dell’impresa) risponda chiedendo una dilazione di pagamento, cioè proponga un piano di rientro rateale, dell’intero debito o eventualmente di una parte di esso, adducendo magari una situazione più o meno momentanea di difficoltà finanziaria.

Tale eventualità è da salutare in linea di massima in modo positivo, dato che è generalmente preferibile per l’impresa creditrice ottenere un pagamento, anche se dilazionato o anche se a stralcio, piuttosto che intraprendere un’azione di recupero che comunque avrà dei costi e delle incertezze.

Inoltre, anche se non si tratta di una richiesta particolarmente piacevole per il creditore, è comunque (molto) meglio del silenzio, che invece spesso denota una situazione di grave difficoltà (se non addirittura di insolvenza) da parte del debitore o, peggio ancora, la volontà di sottrarsi al pagamento.

In questi casi è comunque opportuno che l’impresa svolga tempestivamente al proprio consulente legale, sottoponendogli la richiesta del debitore in modo tale che il legale predisponga gli opportuni accordi.

Può essere infatti pericoloso e controproducente, ai fini delle possibilità di recupero del credito, che l’impresa adotti l’approccio “fai da te” e quindi “tratti” personalmente e direttamente con il debitore, poiché in tal modo si potrebbero creare situazioni che possono mettere a repentaglio il recupero del credito qualora l’accordo rateale, per qualsiasi motivo, non dovesse essere rispettato dal debitore.

Viceversa, il legale è in grado di adottare le opportune cautele che saranno poi preziose nel caso in cui persista la situazione debitoria.

Si pensi il primo luogo al rischio di eventuali azioni revocatorie in caso di fallimento.

Ma più in generale, vi sono delle clausole di salvaguardia che il legale potrà inserire nell’accordo con il debitore, quali ad esempio:

  • il riconoscimento dell’entità del debito da parte del debitore, in base alla quale si potrà ottenere in futuro l’immediata esecuzione del decreto ingiuntivo, qualora il debitore non dovesse rispettare il piano di rientro;
  • la decadenza dal beneficio del termine, che facoltizza il creditore ad esigere l’intero debito in caso di mancato o non tempestivo pagamento di una rata;
  • l’esclusione del carattere novativo dell’accordo, in base alla quale si potrà eventualmente chiedere l’intero debito in caso di mancato pagamento delle rate (e non solo l’importo a stralcio originariamente concordato);
  • l’acquisizione di garanzie accessorie per ridurre il rischio di credito connesso all’ulteriore dilazione concessa.

Ecco per quale motivo è importante che l’accordo contenente un piano di rientro sia sempre predisposto, o quantomeno attentamente visionato, da un legale.

Nel prossimo articolo analizzeremo i criteri di scelta del legale incaricato del recupero crediti aziendali.

Su questo tema si terrà un webinar gratuito, tenuto dall’Avv. Valerio Pandolfini, il giorno 15 settembre alle ore 14.30. Potete iscrivervi al webinar cliccando qui: https://www.avvocatorecuperocrediti.it/webinar-gratuito-recupero-crediti-come-ottimizzare-i-risultati-15-09-2015/